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Cos'è una fattura: definizione, contenuto e tipi principali

Una fattura è un documento fiscale che attesta la cessione di beni o la prestazione di servizi e obbliga il destinatario al pagamento. Capire cos'è una fattura è fondamentale per chiunque lavori in proprio o gestisca una piccola impresa.

Di Noam · 7 luglio 2026

Una fattura è il documento che emetti per richiedere il pagamento di un lavoro completato o di un bene consegnato. Ma cos'è una fattura nel dettaglio va oltre la semplice richiesta di denaro: è un documento con valore fiscale, un giustificativo per la contabilità di entrambe le parti e, in molti casi, un obbligo di legge.

Questa guida spiega la definizione di fattura, cosa deve contenere, i tipi principali e come si distingue dalla ricevuta fiscale.

Cos'è una fattura: la definizione

La fattura è un documento fiscale che attesta la cessione di un bene o la prestazione di un servizio e stabilisce l'obbligo di pagamento per il destinatario. In Italia, l'obbligo di fatturazione tra soggetti IVA è regolato dal D.P.R. 633/1972 (la legge sull'IVA).

La definizione fattura secondo la normativa italiana prevede che il documento sia emesso al momento dell'effettuazione dell'operazione (cessione o prestazione) o entro 12 giorni da quel momento. Chi non rispetta l'obbligo è soggetto a sanzioni da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Dal 1° gennaio 2024, tutti i titolari di partita IVA, inclusi i forfettari, sono obbligati a emettere fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SdI) dell'Agenzia delle Entrate. Le fatture su carta non sono più ammesse nei rapporti tra soggetti IVA, salvo casi eccezionali.

Cosa bisogna mettere in fattura: i dati obbligatori

Una fattura incompleta può essere rifiutata dal cliente o contestata in caso di controllo fiscale. Questi sono i dati che ogni fattura deve contenere:

  • Data di emissione: il giorno in cui viene emessa la fattura.
  • Numero progressivo: un numero sequenziale unico, che non si può saltare o ripetere nell'anno.
  • Dati del cedente o prestatore: nome o ragione sociale, indirizzo, partita IVA o codice fiscale.
  • Dati del cessionario o committente: nome o ragione sociale, indirizzo, partita IVA o codice fiscale del cliente.
  • Descrizione della prestazione o del bene: deve essere sufficientemente dettagliata da identificare chiaramente l'operazione.
  • Imponibile: l'importo al netto dell'IVA.
  • Aliquota IVA e importo dell'imposta: il tasso applicato (4 %, 10 %, 22 % o esenzione) e l'importo corrispondente.
  • Totale da pagare: imponibile più IVA.

Per chi è in regime forfettario, le fatture non contengono IVA ma vanno emesse con la marca da bollo virtuale da 2 euro quando l'importo supera 77,47 euro. Il cliente non può detrarre l'IVA su fatture emesse da forfettari, il che va comunicato chiaramente.

Fattura o ricevuta: qual è la differenza?

Spesso si usa "fattura" e "ricevuta" come se fossero la stessa cosa. Non lo sono.

La fattura è emessa prima del pagamento (o al massimo entro 12 giorni dall'operazione). Serve a richiedere il pagamento e ha valore fiscale pieno. La ricevuta fiscale viene emessa contestualmente al pagamento, di solito per prestazioni a clienti privati non soggetti a IVA. Non può essere usata per detrarre l'IVA, a differenza della fattura.

Nel dubbio, se il tuo cliente è un'azienda o un professionista con partita IVA, emetti sempre una fattura, non una ricevuta.

I tipi di fattura più comuni

Non tutte le fatture hanno la stessa funzione. Questi sono i tipi di fattura che incontrerai più spesso nella pratica:

Fattura immediata

La fattura classica, emessa entro 12 giorni dal momento in cui avviene la prestazione o la consegna del bene. È la forma più comune per freelance e professionisti.

Fattura differita

La fattura differita può essere emessa entro il 15 del mese successivo a quello in cui è avvenuta l'operazione. È utile quando hai molte operazioni con lo stesso cliente nello stesso mese: puoi raggrupparle in un'unica fattura invece di emetterne una per ogni prestazione. Richiede la presenza del documento di trasporto (DDT) o di altra documentazione che attesti le singole operazioni.

Fattura proforma

La fattura proforma è un documento preliminare, strutturato come una fattura ma senza valore fiscale e senza obbligo di pagamento. Si usa per preventivare, ottenere approvazioni interne dal cliente, o per finalità doganali. Non va registrata nella contabilità come una vera fattura: è sostanzialmente un preventivo in formato fattura.

Nota di credito

La nota di credito (o nota di variazione) è il documento che corregge o annulla una fattura già emessa. Non si può modificare o eliminare una fattura elettronica già trasmessa al SdI. La nota di credito è la procedura legale per gestire errori, resi o sconti accordati dopo l'emissione della fattura originale.

Esempio di fattura: come si presenta concretamente

Ecco uno schema semplificato di cosa mettere in fattura:

CampoEsempio
Numero fatturaFAT-2026-042
Data di emissione7 luglio 2026
Data di scadenza21 luglio 2026
EmittenteMarco Rossi Consulting, P.IVA 12345678901, Milano
ClienteAcme S.r.l., P.IVA 98765432100, Roma
DescrizioneConsulenza strategia di brand, 1 giornata
Imponibile1.200,00 €
IVA (22 %)264,00 €
Totale1.464,00 €
Condizioni di pagamentoBonifico bancario, 14 giorni, interessi di mora ex D.Lgs. 231/2002

Una fattura chiara e completa viene pagata prima. Quando non c'è nulla da chiedere o correggere, il processo di approvazione lato cliente si accorcia.

A chi va intestata la fattura?

Un dubbio comune, soprattutto nei contesti in cui qualcun altro paga per conto del cliente effettivo (rimborsi aziendali, acquisti per terzi).

La risposta è semplice: la fattura va intestata a chi ha acquistato il bene o servizio, non a chi effettua materialmente il pagamento. Se un dipendente paga di tasca propria una prestazione professionale per conto della propria azienda, la fattura va emessa all'azienda, non al dipendente. Solo in questo modo l'azienda può detrarre l'IVA e dedurre il costo.

Voila per fatturare da iPhone

Compilare correttamente tutti i campi obbligatori a ogni fattura richiede attenzione, soprattutto quando si lavora con più clienti contemporaneamente. Voila è una delle soluzioni disponibili su iPhone: gestisce la numerazione progressiva, calcola l'IVA e ti guida attraverso tutti i campi richiesti prima dell'invio. È pensata per freelance e piccole imprese che vogliono fatturare in modo professionale anche in mobilità.

L'app non è ancora disponibile sull'App Store, ma puoi iscriverti alla lista di accesso anticipato su Voila accesso anticipato per essere tra i primi a usarla al lancio.

Nel frattempo, capire cos'è una fattura, cosa deve contenere e inviarla senza ritardi è ciò che fa la differenza tra un cliente che paga in tempo e uno che bisogna rincorrere settimane dopo.

Informazioni sull'autore

Noam

Noam segue le migliori pratiche di fatturazione, le condizioni di pagamento, le basi di imposte e IVA, i modelli di fattura e le novità di prodotto per liberi professionisti e piccole imprese.

Fonti

Domande frequenti

Cos'è una fattura?
Una fattura è un documento fiscale emesso da un fornitore a un cliente per attestare la cessione di beni o la prestazione di servizi e richiederne il pagamento. Ha valore legale e fiscale per entrambe le parti: chi la emette la usa per dichiarare il ricavo, chi la riceve per detrarre l'IVA.
Quali sono i 3 tipi principali di fattura?
I tre tipi principali sono la fattura immediata (emessa entro 12 giorni dalla prestazione), la fattura differita (emessa entro il 15 del mese successivo, utile per operazioni ricorrenti) e la fattura proforma (documento preliminare senza obbligo di pagamento). Esiste anche la nota di credito, usata per correggere o annullare una fattura già emessa.
Cosa bisogna mettere nella fattura?
Una fattura deve contenere data di emissione, numero progressivo, dati del cedente e del cessionario con partita IVA o codice fiscale, descrizione della prestazione o del bene, importo imponibile, aliquota IVA e imposta, totale da pagare e data di scadenza. Per i forfettari si aggiunge la marca da bollo da 2 euro se l'importo supera i 77,47 euro.
La fattura deve essere intestata al cliente o a chi paga?
La fattura deve essere intestata al soggetto che ha acquistato il bene o il servizio, che coincide normalmente con chi paga. Se l'acquirente è diverso da chi effettua il pagamento, come in un rimborso aziendale, l'intestazione va all'acquirente, non al pagante.