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Nota di credito: cos'è, quando emetterla e come funziona con lo SDI

La nota di credito corregge o annulla una fattura già emessa senza cancellarla dal sistema. Ecco quando è obbligatoria, come si trasmette tramite SDI e come si compensa con l'IVA.

Di Noam · 20 agosto 2026

Hai emesso una fattura elettronica con un errore e non sai come correggerla senza violare le regole dello SDI. La risposta è quasi sempre la stessa: la nota di credito. Non si tratta di un semplice appunto contabile, ma di un documento fiscale a tutti gli effetti, con le stesse regole di trasmissione di una fattura ordinaria. Questa guida spiega cos'è una nota di credito, quando diventa obbligatoria, come si trasmette tramite SDI e come si compensa con l'IVA.

Cos'è una nota di credito

La nota di credito è un documento che rettifica, in tutto o in parte, una fattura già emessa, riducendone l'importo o annullandola completamente. A differenza di una semplice comunicazione al cliente, ha piena rilevanza fiscale: deve contenere gli stessi elementi obbligatori di una fattura e riferirsi in modo esplicito al documento che corregge.

Nel sistema di fatturazione elettronica italiano, la nota di credito si trasmette attraverso lo SDI con un codice documento specifico, il TD04, distinto dal TD01 usato per le fatture ordinarie. Questo permette al sistema di riconoscere automaticamente che si tratta di una rettifica e non di una nuova operazione.

Quando è obbligatorio emettere una nota di credito

Non ogni errore richiede una nota di credito formale. Un errore di trascrizione senza conseguenze sugli importi, come un nome scritto male, può spesso essere chiarito con una semplice comunicazione. La nota di credito diventa invece necessaria quando l'errore riguarda elementi sostanziali:

  • L'importo fatturato o l'imponibile è sbagliato.
  • L'aliquota IVA applicata non corrisponde a quella corretta.
  • Il cliente restituisce la merce, in tutto o in parte.
  • Viene concesso uno sconto dopo l'emissione della fattura.
  • La prestazione fatturata non viene più eseguita.

In tutti questi casi, ignorare l'obbligo e limitarsi a un accordo verbale con il cliente esporrebbe entrambe le parti a un disallineamento tra quanto dichiarato e quanto effettivamente dovuto, con rischio di contestazioni in caso di controllo.

Come emettere una nota di credito tramite SDI

Se la fattura originale era elettronica, anche la nota di credito deve passare attraverso lo SDI. La procedura segue questi passaggi:

  1. Identifica la fattura originale. Recupera numero, data e importi esatti della fattura da correggere.
  2. Genera il documento con tipo TD04. Questo codice indica esplicitamente al sistema che si tratta di una nota di credito.
  3. Riporta gli importi con segno negativo, nella stessa struttura della fattura originale, riga per riga se la correzione è parziale.
  4. Aggiungi il riferimento alla fattura originale nel campo dedicato del file XML, indicando numero e data.
  5. Trasmetti il file tramite SDI, con lo stesso canale usato per le fatture ordinarie, che si tratti del portale Fatture e Corrispettivi o di un software gestionale.

Chi usa un'app come il generatore per fare fattura di Voila può collegare direttamente la nota di credito alla fattura di origine, senza dover ricostruire manualmente ogni riga e ogni importo, riducendo il rischio di errori nella trasmissione.

Nota di credito e regime forfettario

Per i forfettari, che non applicano l'IVA in fattura, la nota di credito segue la stessa logica ma senza la componente IVA da rettificare: si corregge solo l'imponibile. Resta comunque obbligatorio il riferimento alla fattura originale e la trasmissione tramite SDI, visto che dal 2024 anche i forfettari con ricavi superiori alla soglia sono soggetti all'obbligo di fatturazione elettronica.

Anche chi rientra ancora nell'esonero deve tenere una traccia scritta della correzione, perché in caso di controllo l'Agenzia delle Entrate verifica la coerenza tra fatture emesse e note di credito, indipendentemente dal regime fiscale applicato.

Come viene compensata la nota di credito con l'IVA

Sul piano contabile, la nota di credito riduce l'imponibile e l'IVA a debito dello stesso importo che rettifica, registrandosi nel registro delle fatture emesse con segno negativo. Chi ha ricevuto la fattura originale e l'ha già registrata a credito deve a sua volta rettificare la propria posizione IVA, riducendo il credito precedentemente detratto.

Questa doppia rettifica, dal lato di chi emette e di chi riceve, è il motivo per cui la nota di credito va emessa il prima possibile dopo aver individuato l'errore: più tempo passa, più aumenta il rischio che il cliente abbia già presentato una dichiarazione con i dati sbagliati.

Errori frequenti con la nota di credito

Il primo errore comune è pensare di poter semplicemente annullare o eliminare una fattura elettronica già trasmessa allo SDI. Non è possibile: una volta che il sistema ha accettato il documento, l'unica strada per correggerlo è la nota di credito.

Un secondo errore riguarda l'omissione del riferimento alla fattura originale nel file XML. Senza quel collegamento, la nota di credito risulta un documento isolato, difficile da giustificare in caso di verifica da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Un terzo errore, più insidioso, consiste nell'aspettare troppo tempo prima di emettere la nota di credito, magari per evitare complicazioni con il cliente. Oltre a complicare la rettifica IVA, questo comportamento fa perdere la finestra utile per correggere la dichiarazione annuale senza dover presentare integrazioni successive.

Nota di credito parziale contro annullamento totale

Non tutte le note di credito annullano completamente una fattura. Quando il cliente restituisce solo parte della merce o riceve uno sconto su una singola voce, la nota di credito riporta solo la differenza, lasciando invariato il resto della fattura originale. Questo approccio, chiamato rettifica parziale, evita di dover riemettere una fattura completamente nuova per un errore che riguarda una sola riga.

Quando invece l'intera fattura è errata, ad esempio se è stata emessa al cliente sbagliato, la nota di credito riporta tutti gli importi della fattura originale in negativo, azzerandola completamente, e viene emessa una nuova fattura corretta al posto della precedente.

Nota di credito e conservazione digitale

Come le fatture elettroniche, anche le note di credito devono essere conservate a norma per almeno dieci anni, tramite un servizio di conservazione digitale a norma. Non basta salvare il file XML sul proprio computer: la conservazione sostitutiva garantisce l'integrità e la leggibilità del documento nel tempo, requisito che l'Agenzia delle Entrate verifica in caso di controllo.

Molti software di fatturazione elettronica includono già la conservazione digitale nel proprio abbonamento, ma vale la pena controllare che il servizio copra anche i documenti TD04 e non solo le fatture ordinarie TD01, perché alcuni piani base escludono le note di credito dal servizio incluso.

Nota di credito verso privati e verso partite IVA

La procedura cambia leggermente secondo il destinatario. Verso un altro soggetto titolare di partita IVA, la nota di credito segue lo stesso circuito B2B della fattura originale, con trasmissione tramite SDI e codice destinatario del cliente. Verso un consumatore privato, invece, la nota di credito viene comunque emessa e trasmessa allo SDI dal venditore, ma il cliente la riceve tramite l'area riservata del portale Fatture e Corrispettivi, non avendo un proprio codice destinatario.

In entrambi i casi il principio resta identico: nessuna fattura elettronica già accettata dallo SDI può essere modificata o cancellata, l'unico strumento di correzione riconosciuto è la nota di credito con riferimento esplicito al documento originale.

La nota di credito non è un adempimento burocratico fine a se stesso, è lo strumento che permette alla contabilità di restare coerente anche quando qualcosa va storto. Quello che l'Agenzia delle Entrate controlla non è l'assenza totale di errori, ma la capacità di correggerli lasciando una traccia chiara e verificabile tramite SDI. Con il riferimento corretto alla fattura originale e il codice documento giusto, la correzione è risolta senza sorprese, e il cliente percepisce comunque un servizio professionale anche quando qualcosa va rifatto.

Informazioni sull'autore

Noam

Noam segue le migliori pratiche di fatturazione, le condizioni di pagamento, le basi di imposte e IVA, i modelli di fattura e le novità di prodotto per liberi professionisti e piccole imprese.

Domande frequenti

Come funziona la nota di credito di una fattura?
La nota di credito è un documento che riduce o annulla l'importo di una fattura già emessa, riportando un riferimento chiaro alla fattura originale. Ha lo stesso valore fiscale di una fattura e va trasmessa tramite SDI se la fattura originale era elettronica.
Come si fa una nota di credito per annullare una fattura?
Si emette un documento TD04 con gli stessi importi della fattura originale ma con segno negativo, indicando espressamente il numero e la data della fattura che si sta annullando.
Come viene rimborsata una nota di credito?
La nota di credito può essere rimborsata con un bonifico diretto al cliente, oppure può essere usata come credito da scalare su una fattura successiva, secondo l'accordo tra le parti.
Quanto tempo si ha per emettere una nota di credito?
Non esiste un termine fisso unico: la nota di credito per errori di fatturazione va emessa entro i termini di rettifica IVA, generalmente entro la dichiarazione annuale dell'anno in cui è stato individuato l'errore.
Come si compensa una fattura con una nota di credito?
La nota di credito riduce l'imponibile e l'IVA a debito dello stesso importo che corregge, registrandosi nel registro delle fatture emesse con segno negativo nello stesso periodo o in quello successivo.
Cosa succede se emetto una nota di credito?
L'importo dovuto dal cliente si riduce e l'IVA collegata alla fattura originale viene rettificata di conseguenza, sia per chi emette la nota che per chi la riceve nella propria contabilità.
Come si fa ad annullare una fattura già emessa?
Una fattura già emessa non si può cancellare: si annulla tramite una nota di credito che ne riporta gli stessi dati con segno opposto, mantenendo così la tracciabilità richiesta dal fisco.
È possibile emettere una nota di credito per errata fatturazione oltre l'anno?
Sì, è possibile, ma dopo un anno la rettifica dell'IVA a credito da parte del cliente diventa più complessa e in alcuni casi non è più recuperabile, quindi conviene sempre agire prima della dichiarazione annuale.